Se ogni comunicazione – anche quella che intercorre tra appartenenti alla medesima comunità – è il risultato di una negoziazione di significati, a maggior ragione questa affermazione vale per un’interazione interculturale, in cui è più facile avere fraintendimenti. Questi possono essere sostanzialmente ricondotti a tre dimensioni: il rapporto con l’autorità; i rapporti interpersonali, connessi con l’immagine che ciascun individuo ha di sé e dei ruoli maschili e femminili; la gestione dell’incertezza, che si esprime soprattutto nella gestione dei conflitti e del tempo.
E allora perché gli apprendenti diventino capaci di negoziare con l’interlocutore il senso di ciò che ci si sta dicendo o si sta facendo occorre che nell’attività didattica vengano proposte situazioni in cui gli interlocutori vengano delusi nelle loro aspettative e debbano “impegnarsi” per riuscire ad entrare in rapporto reciproco.
Il contributo è stato pubblicato nella rivista lend 1/2007, pp. 17-34.